I Verdi al centro-sinistra: come vincere anche a Verona

25 luglio 2011

Il centro-sinistra veronese si è accorto che qualcosa in Italia sta cambiando?
Vuole vincere le prossime elezioni, o preferisce regalarle ancora a Tosi?

Le amministrative veronesi del 2012 sono un passaggio importante e devono essere affrontate con la massima chiarezza e trasparenza. Le prime “manovre” del centro-sinistra non sembrano andare in questa direzione. Da riunioni a porte chiuse, con la logica dell’esclusione, non verrà niente di buono.
Bisogna voltare pagina. Pensare che anche a Verona si può vincere, che ogni elezione è una partita aperta, e saper parlare all’intera città, proponendo un cambio di passo, una discontinuità netta con l’attuale amministrazione.

A Verona la maggioranza mostra evidenti lacerazioni interne, la spinta propulsiva del successo leghista è ormai esaurita, e il Sindaco uscente, nel tentativo di rimanere “il più amato dai veronesi”, non potendo presentare risultati concreti, è costretto a recitare scene imbarazzanti, come il tuffo nella fontana di Piazza Brà, o il domatore di tigri addormentate nel circo di periferia.

I nodi irrisolti del futuro di Verona sono tutti di carattere ambientale: il traforo, l’inquinamento, la mobilità, la viabilità, i trasporti pubblici, i parcheggi, il piano del verde, l’inceneritore, la salvaguardia delle colline, lo sviluppo di Verona Sud.
Non è dunque pensabile affrontare questi temi dal punto di vista politico, senza coinvolgere i tantissimi cittadini che si sono organizzati in comitati sui singoli argomenti, e che hanno dimostrato una grande capacità progettuale e di mobilitazione.

Noi proponiamo che il centro-sinistra avvii un confronto senza confini prestabiliti né a destra né a sinistra. Dalla Federazione della Sinistra a Sel, dai Socialisti al Movimento 5 stelle, dai Radicali ai Verdi, dall’Italia dei Valori al Partito Democratico, fino al centro dell’Udc e dell’Api, senza dimenticare, naturalmente, quelle associazioni, quei gruppi, quei movimenti, che non si riconoscono nei partiti ma fanno ugualmente (e spesso con più incisività e fantasia) politica attiva in città.

Le primarie sono un’opportunità per coinvolgere tutti i veronesi in questo processo di rinnovamento. Dovranno essere primarie di “programma” oltre che di “candidati sindaci”.
Noi Verdi pensiamo ad una Verona senza traforo e senza inceneritore, con un sistema di trasporto pubblico veloce ed efficiente, con una rete di piste ciclabili, con parcheggi fuori dalle mura e un centro pedonalizzato, con molto verde e molta cultura, e che sappia valorizzare il grande patrimonio artistico e monumentale oggi abbandonato a se stesso.
Per incarnare questo programma, sul quale ci vogliamo confrontare, bisognerà mettere in campo persone in grado di attrarre consensi, con capacità di governo e di opposizione, cioè capaci di fare politica, la più nobile della arti, perchè è quella che riguarda la cosa pubblica, il bene di tutti.

Dopo i successi elettorali di Milano e Napoli, dopo l’esito referendario che ha premiato il movimento per l’acqua pubblica e quello antinucleare, e dopo l’implosione evidente della maggioranza governativa, è tempo di pensare e costruire una seria alternativa politica che ridia speranza di futuro al nostro paese e alla nostra città.

Verdi della Colomba
per la Costituente ecologista

la segreteria: Maurizio Grotta, Alberto Tomiolo, Mao Valpiana

Verona, 6 luglio 2011


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